Infanzia e adolescenza

Cosa facciamo

Psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza

L’infanzia rappresenta una fase di crescita delicata nel corso della quale il bambino, in relazione al proprio ambiente familiare e sociale, sviluppa progressivamente competenze cognitive, affettive, relazionali. In questo arco temporale si avvia un lungo, graduale e complesso processo di individuazione e di costruzione identitaria che prosegue in adolescenza, periodo di importanti trasformazioni nello sviluppo fisico, psichico e cognitivo e momento cruciale di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta.

In queste fasi evolutive, il minore può andare incontro a momenti critici, spesso legati al fisiologico processo di crescita, oppure possono presentarsi situazioni complesse o di cambiamento che coinvolgono l’intera famiglia. Il disagio psicologico nel minore può manifestarsi sotto forma di disturbi e problematiche che si esprimono attraverso difficoltà affettive, emotivo-relazionali e comportamentali che possono richiamare l’attenzione in diverse modalità, a seconda della specifica fase evolutiva attraversata e delle caratteristiche individuali.

L’aiuto di uno psicologo specializzato nel lavoro con i minori e le famiglie può essere fondamentale per favorire un’evoluzione della situazione. Il percorso iniziale di valutazione prevede la presa in carico del minore e/o del nucleo familiare attraverso un ciclo di colloqui volto ad analizzare la domanda e ad individuare la tipologia di intervento adeguata.

Consulto psicologico che si realizza attraverso un numero definito di incontri in cui viene accolta la problematica o la preoccupazione portata dai genitori e, insieme, si definiscono le possibili risorse per farvi fronte. Nel corso dello sviluppo il bambino/adolescente può andare incontro a momenti critici, spesso legati al fisiologico processo di crescita, oppure possono presentarsi situazioni complesse o di cambiamento che coinvolgono l’intera famiglia.  Nei genitori possono emergere dubbi, incertezze e soprattutto desiderio di comprendere e trovare delle soluzioni al disagio del proprio figlio.

La consulenza psicologica in età evolutiva può essere richiesta per diversi motivi tra cui: problematiche psicoeducative; difficoltà di apprendimento, di comportamento e di relazione con adulti e coetanei; difficoltà di elaborazione del lutto; difficoltà nelle situazioni di separazione/divorzio dei genitori; difficoltà nel passaggio evolutivo dall’infanzia all’adolescenza, ecc.

Valutazione psicodiagnostica (dal greco dia attraverso-mediante e gnosis conoscenza) intesa come processo di conoscenza e di comprensione del funzionamento psicologico e sociale del minore, all’interno del nucleo familiare e del proprio contesto sociale e relazionale di vita.

Per quanto riguarda l’età infantile, alla richiesta di consultazione psicologica per il bambino può seguire una fase di valutazione che si svolge attraverso dei colloqui psicologici con i genitori e parallelamente degli incontri con il bambino. Il bambino viene ascoltato e, attraverso la narrazione, l’osservazione di gioco, i test psicologici infantili e altre attività individuate sulla base della sua età e delle sue specifiche caratteristiche, può esprimersi e farsi conoscere sia per le sue risorse e capacità, sia per gli aspetti all’origine del proprio malessere.

L’obiettivo è quello di comprendere a fondo i motivi del disagio al fine di proporre, al termine della valutazione, un intervento mirato a risolvere le problematicità emerse.

Allo stesso modo, per l’adolescente, il percorso iniziale di valutazione prevede un ciclo di colloqui volto ad analizzare la domanda e far emergere i bisogni del giovane e, quando opportuno o necessario, la presa in carico del minore e/o del nucleo familiare o degli adulti in difficoltà (terapia genitoriale o intervento psicologico di sostegno a uno dei genitori).

Al termine dei colloqui di valutazione viene indicata la proposta terapeutica adatta alla situazione e suggerito l’intervento necessario.

Percorsi di supporto psicologico rivolti al minore, e alla sua famiglia, in situazioni di difficoltà transitorie, momenti di disagio o di crisi personale/familiare.

Tale percorso ha come obiettivo quello di accompagnare la persona in un processo di conoscenza di sé, per arrivare a reperire le strategie adeguate alla risoluzione delle problematiche incontrate, stimolando e valorizzando le risorse personali.

In età infantile e adolescenziale, questo tipo di intervento si realizza, per esempio, nelle seguenti situazioni: in caso di crisi evolutive, dettate cioè da difficoltà a carattere transitorio che possono presentarsi nel corso dello sviluppo del minore e della vita familiare; in situazioni di realtà che acquisiscono significati e risonanze psicologiche per l’intensità con cui vengono vissute (situazioni di lutto, di malattia, cambiamenti che riguardano le relazioni familiari come la separazione o il divorzio, ma anche una nuova nascita…)

Generalmente è importante associare al lavoro con il bambino, un percorso di supporto alla genitorialità.

Percorsi di psicoterapia individuale ad orientamento psicodinamico con il bambino e con l’adolescente prendendo in carico il minore nella sua complessità ed interezza.

La sofferenza psicologica nel minore può manifestarsi sotto forma di disturbi e problematiche che si esprimono attraverso difficoltà affettive, emotivo-relazionali e comportamentali che possono richiamare l’attenzione in diverse modalità e attraverso diverse sintomatologie, a seconda della specifica fase evolutiva attraversata e delle caratteristiche individuali di ciascuno (ansia, depressione, difficoltà di regolazione emotiva, disturbi della condotta, aggressività, inibizione dell’apprendimento, fobia scolare, disturbi del comportamento alimentare, disturbi psicosomatici, tra cui incontinenza, enuresi, encopresi, cefalee…).

Focus

Bambini

Nella psicoterapia con i bambini si utilizzano prevalentemente il gioco, i disegni e le narrazioni con cui il bambino può parlare di sé in modo indiretto e spontaneo. Attraverso il gioco e le attività di fantasia il bambino comunica simbolicamente aspetti della sua esperienza con il mondo esterno, ma soprattutto, elementi riguardanti il mondo emotivo interno. In questo modo, il bambino esprime le proprie fantasie, desideri, bisogni, emozioni, ma anche conflitti e preoccupazioni.

Attraverso la relazione terapeutica e l’ascolto empatico, il bambino viene progressivamente accompagnato in un percorso finalizzato all’elaborazione dei propri conflitti psicologici all’origine della sintomatologia manifestata. Inoltre, viene supportato nella comprensione ed espressione dei vissuti sottostanti al disagio affinché possa recuperare stima in se stesso e scoprire nuove risorse e capacità.

I genitori rappresentano un punto di riferimento indispensabile per il bambino.

È necessario, sempre, il loro coinvolgimento e appoggio per il lavoro psicoterapeutico con il bambino.

Focus

Adolescenti

La psicoterapia con gli adolescenti si pone l’obiettivo di offrire uno spazio nel quale il giovane possa esprimere, esplorare e affrontare pensieri e preoccupazioni, in una relazione terapeutica di ascolto e riflessione condivisa.

L’adolescenza è una fase di transizione tra l’infanzia e il mondo adulto, un periodo di grandi cambiamenti fisici, intellettuali, affettivi e sociali, i quali finiscono per avere una rilevante influenza sul mondo interno del giovane, impegnato in un processo di ristrutturazione identitaria. Questa trasformazione è complessa e può provocare ansia, sintomi depressivi, psicosomatici, senso di inadeguatezza, difficoltà e conflitti relazionali e familiari.

La psicoterapia è una relazione di cura nella quale la persona viene accompagnata nel percorso di conoscenza di sé, dei propri meccanismi psichici, delle proprie modalità di lettura e di attribuzione di significato al mondo circostante. L’obiettivo è quello di promuovere la risoluzione dei conflitti psichici, favorendo un cambiamento nella dimensione intrapsichica e in quella interpersonale mediante l’introspezione e l’ampliamento del livello di consapevolezza.

Cosa facciamo

Valutazione e trattamento neuropsicologico

Le valutazioni neuropsicologiche permettono di stilare un profilo funzionale dei punti di forza e di debolezza di un soggetto, oltre che quello di ottenere un inquadramento diagnostico secondo l’ICD10.

Ci occupiamo in particolare di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e Disturbi dell'Attenzione, tra cui ADHD.

A prescindere dall’etichetta diagnostica, il delinearsi del profilo funzionale permette una consapevole ed efficace presa in carico attraverso il Trattamento di potenziamento o Training (ri)abilitativo, volto al benessere generale e al raggiungimento di nuovi gradi di autonomia.

Per la valutazione e per i percorsi di trattamento ci avvaliamo della supervisione e della collaborazione del prof. Francesco Benso (Università di Trento-Rovereto).

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Indagine del profilo cognitivo per la diagnosi di DSA (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia) e ADHD attraverso un’indagine neuropsicologica cognitivo funzionale (ragionamento, memorie, linguaggio, sistema visuo-spaziale, sistemi attentivi, le diverse funzioni esecutive e gli apprendimenti) in équipe multidisciplinare.

Indagine neuropsicologica cognitivo funzionale comprende una valutazione degli aspetti cognitivi relativi al ragionamento, alle memorie, al linguaggio, al sistema visuo-spaziale, all’attenzione e alle diverse funzioni esecutive; L’obiettivo è stilare un profilo dei punti di forza e di debolezza dei soggetti e alla presa in carico abi/riabilitativa.

La ripetizione del testing neuropsicologico al fine di monitorare i processi di recupero o di declino cognitivo.

Test di orientamento scolastico e di abilità e motivazione allo studio.

Definizione e stesura di un piano di (ri)abilitazione cognitiva con progettazione di un programma di intervento in collaborazione con équipe multidisciplinare.

Il Trattamento Cognitivo Integrato abi/riabilitativo – Metodo Benso – è un protocollo multilivello di potenziamento delle funzioni esecutive attentive (avvio, cambiamenti di compito, rielaborazioni mentali, pianificazione, problem solving…) e degli apprendimenti (lettura, calcolo, scrittura). È applicabile a diversi disturbi (disturbi dell’attenzione – ADHD, dell’apprendimento – DSA, del linguaggio, dello spettro, ritardi mentali, epilessie, sindromi genetiche, traumi cranici…).

La Motricità Cognitiva – Metodo Benso – rappresenta l’allenamento del sistema cognitivo attraverso il motorio. Le diverse proposte di tipo neuropsicomotorio comprendono esercizi trasposti dal Training Cognitivo Integrato ed attività tratte dalle arti marziali (AIKIDO).

Comprensione del testo, organizzazione e pianificazione dello studio, la gestione delle pause, la creazione di mappe mentali in linea col lo stile cognitivo del soggetto. Anche in èquipe con centri tutor.

Allenamento cognitivo e metacognitivo attraverso l’Arte, in forma individuale e di gruppo, applicando i principi del Metodo Benso e del Metodo Feuerstain (protocollo SMAART), in un percorso di potenziamento dei requisiti grafo-motori, visuo-spaziali, per poi giungere ad esercizi di pianificazione e di problem solving.

Cosa facciamo

Valutazione e trattamento neuropsicomotorio

La valutazione neuropsicomotoria è un elemento necessario alla presa in carico del bambino e della sua famiglia poiché restituisce un quadro dello sviluppo del bambino. La valutazione prevede l’integrazione di diverse componenti: l’osservazione del comportamento, del gioco e della comunicazione non verbale (che consente di individuare le principali dinamiche relazionali e comunicative), le risorse attentive, le prove specifiche e la somministrazione di test (che valutano le competenze acquisite).

Tali componenti risultano più o meno preponderanti a seconda dell’età del bambino e della difficoltà evidenziata in primo colloquio dalla famiglia. La valutazione è finalizzata alla definizione di un bilancio neuropsicomotorio del bambino e, qualora necessario, alla progettazione e programmazione dell’eventuale percorso terapeutico.

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Valutazione del profilo neuropsicomotrio del bambino (coordinazione motoria, motricità fine, scrittura, organizzazione spaziale e temporale), avviene tramite gli strumenti dell’osservazione del comportamento spontaneo, dell’esame psicomotorio e test standardizzati ed è finalizzata alla definizione di un bilancio neuropsicomotorio e alla progettazione e programmazione dell’eventuale percorso terapeutico. Gli strumenti, le prove e il tipo di conduzione vengono calibrati secondo l’età del bambino e le sue caratteristiche.

Definizione e stesura di un piano di (ri)abilitazione neuropsicomotoria con progettazione di un programma di intervento “cucito si misura” sulla base delle necessità del bambino e del suo contesto. La progettazione avviene in collaborazione con l’équipe multidisciplinare e la famiglia.

Trattamento neuropsicomotorio e psicomotorio individuale, si rivolge a bambini che presentano disturbi specifici o incontrano difficoltà nel corso del loro sviluppo nell’ambito delle competenze motorie, cognitive, emotivo-comportamentali e dell’interazione, dell’attenzione e dell’autoregolazione e della scrittura. L’alleanza e la collaborazione tra genitori e terapista sono considerati una condizione necessaria al processo di evoluzione del bambino.

Cosa facciamo

Sostegno alla genitorialità

Il lavoro con i genitori è strettamente collegato e ugualmente importante al lavoro con i bambini e con gli adolescenti.

Possono essere diversi i momenti di difficoltà e di cambiamento che si presentano nel normale processo di crescita del minore, ma anche dell’adulto in qualità di genitore.

L’intervento con i genitori ha come obiettivo quello di fornire un supporto e un accompagnamento psicologico volto ad acquisire o a migliorare le capacità di comprensione delle dinamiche relazionali nel rapporto con i propri figli, riflettere sulle eventuali difficoltà dei propri bambini/ragazzi e individuare le strategie più adeguate per aiutarli ad affrontarle.

Questo tipo di intervento può essere inoltre indicato nelle situazioni in cui la famiglia si trovi a dover affrontare un periodo di crisi, di cambiamento (un lutto, una malattia, un divorzio, un trasferimento, ma anche una nuova nascita), che comporti uno stravolgimento delle dinamiche individuali e familiari.

In questi casi, l’intervento di aiuto è finalizzato ad accompagnare il nucleo familiare a una ridefinizione sintonica e funzionale di sé e dei propri legami, rafforzando le risorse individuali di ciascuno e valorizzando la qualità delle relazioni.

È un intervento psicologico rivolto ai genitori per favorire e migliorare le capacità di comprensione e di lettura delle dinamiche relazionali nel rapporto con i propri figli, far emergere le risorse del legame affettivo e riflettere sullo stile educativo e sulle modalità comunicative della famiglia. Lo scopo è quello di sostenere al meglio lo sviluppo psicologico del minore.

Capita di attraversare momenti di difficoltà nel rapporto con i propri figli e di sentirsi insicuri nel ruolo di genitori, per motivazioni di diverso tipo, tra cui: problematiche personali dell’adulto o del bambino/ragazzo, cambiamenti fisiologici legati alle diverse fasi evolutive del minore, la fatica ad affrontare eventi stressanti per la famiglia come ad esempio un lutto o una malattia, la crisi del rapporto coniugale e l’eventuale separazione che si ripercuote nella relazione con i figli, ecc.

Questo tipo di percorso si prefigge di supportare i genitori nel loro ruolo perché possano essere sostenuti nel comprendere le esigenze e nel rafforzare le competenze necessarie per far fronte alle diverse fasi di sviluppo dei figli, in accordo con i loro bisogni emotivo-relazionali, fisici, sociali in costante evoluzione.

A seconda delle specifiche situazioni, che vengono valutate caso per caso, può anche essere opportuno affiancare al percorso terapeutico del minore un percorso di supporto ai genitori affinché i graduali miglioramenti del bambino vengano sostenuti da un cambiamento e riadattamento delle dinamiche relazionali di cui fa parte.

Consulenza e sostegno psicologico in gravidanza e nel post-partum: attività di supporto individuale e di coppia per le gestanti e i neogenitori nel periodo 0-3 anni del loro bambino; percorsi psicologici di osservazione e di sostegno alla relazione mamma- papà-bambino.

Il periodo neonatale è un momento faticoso e delicato per lo sviluppo della relazione con il proprio figlio e della propria identità genitoriale. I cambiamenti propri di questa fase sconvolgono la vita dei genitori, come individui e come coppia. La consulenza in ambito perinatale si pone l’obiettivo di intervenire precocemente in situazioni di momentaneo malessere e di difficoltà offrendo uno spazio di ascolto e di pensiero, volto a sostenere il nascente nucleo familiare nella transizione alla genitorialità rafforzando le risorse individuali e valorizzando la qualità delle relazioni.

Percorso rivolto ai genitori orientato a favorire la comprensione e l’individuazione di strategie comportamentali per la gestione delle difficoltà incontrate dai bambini in ambiente scolastico, sociale e familiare.

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